Il raduno dei Babbi Natale dà inizio ai festeggiamenti di stagione (ovvero, come conciliare una buona azione con tanto divertimento …)

Non sempre è così evidente, ma anche  i motociclisti hanno un cuore, anche quelli delle Harley Davidson, con la barba e gli stivalacci d’ordinanza, o quelli con la tuta di pelle e le saponette sul ginocchio. Ed è’ per questo che ogni anno si ritrovano in tanti a Torino per una buona azione, da vivere con lo spirito leggero delle cose divertenti.

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Come tutti gli anni, l’abbiamo fatto la scorsa domenica, perché la cosa va avanti ormai da parecchio tempo. Tutto è iniziato nel 2010, quando FORMA Onlus, la Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, ha cominciato a promuovere ad inizio dicembre un raduno di Babbi Natale, da tenersi nella piazza antistante l’Ospedale Regina Margherita, il nosocomio torinese dedicato alla cura delle malattie gravi dei bambini. Un modo per portare un po’ di allegria ai piccoli ricoverati, per far sentire loro che non sono soli e raccogliere denaro da destinare ad iniziative a loro riservate.

In dieci anni è diventato un raduno da 20.000 persone, tra le quali oltre 6000 motociclisti, provenienti da tutto il Piemonte ed anche più in là. E, insieme a loro, migliaia di ciclisti, i podisti, persino i canottieri nel vicino fiume Po, e tanta gente normale, famiglie e bambini: non ci sono premi, ne’ medaglie, perché, per una volta, i festeggiati sono altri, ma vige un obbligo tassativo: essere abbigliati come dei veri Babbi Natale.

Considerato che, in realtà, non si va normalmente in giro vestiti da Babbo Natale, ai partecipanti potrebbe sorgere il problema  del costume, o di come procurarselo. Niente paura: la mancanza di un costume adatto non è un ostacolo per chi vuole partecipare, ma, anzi, è l’occasione per la buona azione che, di fatto, nobilita l’approccio festaiolo ed un po’ goliardico. 

La Fondazione FORMA mette infatti ogni anno a disposizione dei partecipanti migliaia di costumi rossi, che possono essere acquistati via internet o direttamente nei rispettivi luoghi di raduno, visto che tutto il ricavato della vendita viene destinato ad opere benefiche a sostegno della lotta dei piccoli pazienti, come l’acquisto di apparecchiature medicali avanzate o cose simili.

Ogni informazione sul raduno, così come sulle attività della FORMA Onlus può essere reperita sull’immancabile sito internet, http://www.fondazioneforma.it. …

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Ogni gruppo di sportivi sceglie di radunarsi in una zona della città, da cui muoversi in un corteo allegro ed ordinato, per convergere tutti insieme al Regina Margherita. Più vicini i podisti, ovviamente, un po’ più in là, oltre il Po, i ciclisti, a solcare le fredde acque del vicino fiume i canottieri.

Il punto di incontro dei motociclisti chiaramente  è un po’ più distante, ma neanche poi tanto, giusto quello che serve per potersi srotolare per le vie cittadine e dar voce alle loro motociclette per salutare la gente al passaggio. 

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Tutti, ma proprio tutti, vestiti di rosso, ma anche le moto devono partecipare alla festa addobbate con i simboli del Natale, dalle corna al naso rosso della mitica renna Rudolph, agli alberi di Natale appiccicati sul portapacchi, fino alle borse laterali accuratamente avvolte di carta da regalo con tanto di fiocchi.

E lo stesso, naturalmente, fanno i ciclisti con le loro biciclette, o i podisti, quelli meno fortunati perché l’alberello di Natale non possono che portarselo dietro … a spalle. Persino i canottieri nel Po spiccano di rosso vestiti nel grigiore delle acque del fiume …

Poi ci sono i bambini, le famiglie, … i comuni mortali. Anche loro, è ovvio, vestiti di rosso e con il mitico berretto d’ordinanza, a mescolarsi a tutti gli altri, allegri e leggeri, senza distinzioni o rivalità. Una marea rossa che invade la piazza, saluta e condivide questa atmosfera con i piccoli pazienti che, affacciati alle finestre, fanno ciao con la mano e, tutti lo speriamo sempre, per un po’ dimenticano i loro problemi.

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La piazza è gremita, tutta colorata di rosso, e poi ci sono gli Alpini a dare assistenza, i rocciatori che si calano dal tetto dell’Ospedale travestiti da supereroi e la banda municipale. C’è anche il Sindaco con la fascia tricolore. E poi la gente, che arriva da ogni parte con gli immancabili costumi. In auto, una volta tanto, no: mezza città quella mattina è chiusa al traffico per consentire l’accesso a queste moltitudini natalizie. 

Il raduno è tutto qui: non ci sono discorsi (quello del Sindaco non si sente nemmeno, tanta è la confusione…), non ci sono premi, non ci sono classifiche. Questo, ormai l’avete compreso, non è un semplice raduno sportivo, o motociclistico, ma una gigantesco happening collettivo in clima natalizio, un’adunata di persone, richiamate qui dal piacere di condividere l’atmosfera, passare una mezza giornata in allegria e, finalmente, fare una buona azione. Come oggi va di moda,  lo si può definire un grande flash mob natalizio, forse il più grande d’Italia …

E’ bello fare una buona azione in questo modo, sentirsi gratificati da un pensiero (ed un concreto atto) solidale proprio nel momento in cui, fra i preparativi della vigilia, la vestizione ed il radunarsi, in realtà ci si diverte come dei matti.

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E’ importante, però, che l’inevitabile vena goliardica non cancelli la consapevolezza che, con questa (buona) azione, in realtà aiutiamo tanti piccoli pazienti che, chiusi tra le mura dell’Ospedale, stanno combattendo battaglie dure, che sicuramente non meritano ed alle quali non sono preparati.

Niente di meglio, allora, dopo la doverosa donazione, di rivolgere un pensiero affettuoso a loro ed alle loro famiglie, che scorgiamo lassù in alto, dietro i vetri delle finestre, a guardare, salutare ed a divertirsi, si spera, nel vedere tanta gente allegra , vestita di rosso, venuta fin lì proprio per loro, anche se fa freddo o piove (è successo, qualche volta c’era persino la neve), a testimoniare vicinanza e fare gli auguri.

L’arrivo al Regina Margherita e la passeggiata in mezzo ai colleghi Babbi di fatto chiude l’evento, che di qui in poi non ha una regia molto precisa. Naturalmente, il Sindaco va a salutare i bambini insieme con gli organizzatori e dunque po’ di formalità c’è, ma per noi non è il caso.

Siamo troppi, ingombranti e rumorosi, e non potremmo che portare confusione in un luogo che, invece, ha bisogno di cura e di tranquillità. La gente allora comincia lentamente a sfollare, anche perché la mattinata è piuttosto avanzata e ci sono altre esigenze da soddisfare.

Ancora uno sguardo ed un saluto ai piccoli pazienti ed un arrivederci all’anno prossimo. Non ai bambini, che, ne siamo convinti, per quella data saranno sicuramente guariti (e non possiamo pensare che sia altrimenti, visto il nostro fondamentale contributo alla loro guarigione …), ma ai colleghi rossovestiti, con i quali condividere nuovamente allegria, cordialità e bontà natalizia.

Che ne dite ? Vi piace questa iniziativa ? Perché, allora, l’anno prossimo non vi unite a noi ?

Ce n’è sempre bisogno, di aiuto, per organizzare tutto questo o, più semplicemente, per dare all’evento il giusto calore (e per raggiungere gli obiettivi di solidarietà che ogni anno ci si dà).

E, per chi non è di Torino, potrebbe essere anche l’occasione per scoprire un lato diverso della città, non solo traffico e rigore, ma anche divertimento e calore umano.

Per quest’anno è andata, ma in futuro  si replica. La prima domenica di dicembre del 2020, ovviamente.

Non mancate, vi aspettiamo.

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